Sakura
Chiuse gli occhi e ascoltò la luce.
I petali dei fiori di ciliegio sembravano neve tiepida che danzava nell’aria.
Stava respirando quella luce.
Attraverso le palpebre vedeva suoni e assaporava bianche e lucenti gemme, le mani verso il cielo.
Due ali, dapprima dormienti, si spiegarono, grandi e immacolate.
Volava immergendosi nel turbine dei minuscoli petali e volteggiava sussurrando una soave melodia.
Era lontano dal mondo, dalla terra, dal dolore.
Non capiva perchè non riusciva a pensare, a camminare , a soffrire.
Intorno a sé soltanto una nuvola di fiori dissolti, piccoli, infiniti.
Volò più in alto e da lassù vide riflessa la sua immagine, in un lago ai piedi di un monte.
Da quel riflesso arrivava la luce, la musica, la pace.
Ora era un Angelo.