PrimaVera
Ferite.
Spiragli dai quali spunta qualcosa, possibilità, speranza, rinascita.
Tutti noi siamo nati dal grido di dolore del grembo che ci ha partorito, tutti noi abbiamo una ferita aperta che fa lacrimare, tutti noi siamo semi dentro le crepe di una terra arida. Ma non sterile.
È sempre ora di rinascere, prima o poi. Basta una goccia di pioggia. E un po’ di coraggio.
Anche l’amore a volte sembra morire ma è solo assopito, oppure offeso, o forse si è perso.
Con un improvviso impeto si risveglia e non per cause conosciute, a volte.
Proprio così, la nostra vita è strana, un mistero celato dietro le nuvole o sotto la nuda terra.
La bellezza è sempre davanti ai nostri occhi, anche se molto spesso la paura, il terrore e l’abitudine ci rende ciechi.
Mi piacerebbe leggere tra le righe di una foglia e conoscere un testo che non ho mai letto, scoprire un colore mai visto. Prendere parte al discorso del vento, socchiudere gli occhi e volare, farmi abbracciare dai rami e addormentarmi con il canto dei grilli.
E all’alba, vorrei imparare dalla natura a schiudermi come un fiore in primavera.